Il ruolo della formazione secondo Emanuela Gregolin
Emanuela Gregolin, docente dei corsi di Graphic Design e Comunicazione Visiva di Ricam Academy, ci racconta in perché ha iniziato a insegnare e cosa significa per lei la formazione.
Come è iniziato il tuo percorso nel mondo della formazione con Ricam Academy?
Il mio percorso con Ricam Academy è iniziato poco più di un anno fa, grazie all’esperienza nel mondo della comunicazione, della grafica e degli strumenti digitali ho potuto rispondere alla ricerca di docenti nel settore del graphic design. Da tempo mi occupo di contenuti, progettazione visiva e formazione aziendale; quindi, entrare in aula è stato per me un modo naturale per mettere a disposizione competenze pratiche e trasformarle in qualcosa di utile anche per altre persone.
Con Ricam Academy ho trovato fin da subito un contesto molto concreto, orientato soprattutto all’acquisizione di competenze spendibili nel lavoro. Questo aspetto mi ha motivata molto, perché credo che la formazione funzioni davvero quando permette alle persone di sentirsi più sicure, più autonome e più pronte ad affrontare nuove opportunità professionali.
Cosa ti piace di più del lavorare con Ricam Academy?
Quello che apprezzo di più è l’attenzione alle persone. Nei corsi non si lavora solo sui programmi o sugli argomenti tecnici, ma anche sulla crescita dei partecipanti, sulla loro consapevolezza e sulla possibilità di rimettersi in gioco.
Mi piace il fatto che Ricam Academy cerchi sempre di proporre percorsi concreti, pensati per rispondere il più possibile alle esigenze dei corsisti e per dare strumenti realmente utilizzabili nel lavoro. Come docente, questo mi permette di costruire lezioni operative, con esercitazioni, simulazioni e casi vicini alla realtà professionale.
È molto gratificante vedere i corsisti partire magari con qualche timore o insicurezza e arrivare alla fine del percorso con maggiore autonomia, più fiducia e un risultato concreto tra le mani. Spesso, a fine corso, ricevo ringraziamenti proprio per questo: perché sentono di aver acquisito competenze utili e di poterle applicare davvero.
Perché continuare a formarsi è diventato così importante oggi?
Oggi il mondo del lavoro cambia molto velocemente. Strumenti, linguaggi, tecnologie e modalità operative si evolvono di continuo; quindi, fermarsi significa rischiare di restare indietro.
Formarsi non vuol dire solo imparare un nuovo software o una nuova competenza tecnica, ma sviluppare un atteggiamento mentale più aperto e flessibile. Significa imparare ad adattarsi, a leggere i cambiamenti e a trovare nuove soluzioni. In questo senso, la formazione continua è diventata una vera necessità, sia per chi cerca lavoro sia per chi lavora già e vuole crescere professionalmente.
Quanto conta la formazione per costruire nuove opportunità professionali?
Conta moltissimo. La formazione può essere il punto di partenza per aprire nuove strade, cambiare direzione o rafforzare il proprio profilo professionale.
Spesso le persone hanno già capacità, esperienza e potenzialità, ma hanno bisogno di aggiornare gli strumenti o di acquisire maggiore sicurezza. Un corso ben strutturato può aiutare proprio in questo: permette di mettere ordine nelle competenze, acquisirne di nuove e presentarsi al mercato del lavoro con più consapevolezza.
Per me la formazione non è solo un “di più”, ma può diventare un vero ponte tra ciò che una persona sa già fare e ciò che potrebbe diventare.
La maggior parte delle aziende non ritiene la formazione un asset così importante. Perché, secondo te, c’è questo pensiero?
Credo che in alcune aziende la formazione venga ancora vista come un costo, o come qualcosa da fare solo quando c’è tempo. A volte si pensa che basti l’esperienza quotidiana per aggiornarsi, oppure che fermare le persone per formarle significhi rallentare il lavoro.
In realtà è un punto di vista un po’ limitante. La formazione non toglie tempo: se progettata bene, lo restituisce. Persone più preparate lavorano meglio, con più autonomia, meno errori e maggiore capacità di affrontare situazioni nuove.
Probabilmente manca ancora, in alcuni contesti, la percezione della formazione come investimento strategico e non solo come attività accessoria.
Invece, in che modo la formazione può diventare un vantaggio competitivo e aiutare le aziende ad affrontare nuovi scenari di mercato?
La formazione può diventare un vantaggio competitivo perché permette alle aziende di essere più pronte al cambiamento. Un team formato è un team che sa usare meglio gli strumenti, comunicare con più efficacia, ottimizzare i processi e rispondere più velocemente alle nuove esigenze del mercato.
Pensiamo, ad esempio, all’evoluzione digitale, all’intelligenza artificiale, alla comunicazione online o all’organizzazione dei dati: sono ambiti che stanno trasformando il modo di lavorare di moltissime realtà. Le aziende che investono nella crescita delle proprie persone riescono ad affrontare questi cambiamenti con più lucidità e meno resistenza.
Formare significa rendere l’azienda più solida, più reattiva e più capace di innovare.
Guardando al futuro, quale sarà, secondo te, la competenza più importante da sviluppare
Secondo me la competenza più importante sarà la capacità di imparare continuamente. Le competenze tecniche restano fondamentali, ma cambiano in fretta: oggi impariamo uno strumento, domani ne arriva uno nuovo, dopodomani cambia il modo in cui lo utilizziamo.
Per questo credo che la vera competenza chiave sarà l’adattabilità: saper imparare, aggiornarsi, fare domande, sperimentare e non avere paura del cambiamento.
Accanto a questo, sarà sempre più importante saper unire competenze digitali e pensiero critico. Gli strumenti sono potenti, ma fanno davvero la differenza quando vengono usati con consapevolezza, creatività e capacità di analisi.
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